Piedini in viaggio: comodi con Pisamonas

marco ai giochini

Qualche giorno fa ho scoperto Pisamonas e me ne sono innamorata. È un’azienda spagnola che produce scarpe e sandali per piccoli viaggiatori (e anche per piedi un po’ più grandi, ma di questo vi parlerò presto su Trippando…), che possono essere sul’omonimo sito di vendita online di scarpe a prezzi bassi.

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I modelli sono semplici ma molto curati nei settagli; alcuni decisamente originali e divertenti; c’è un’ampia scelta di colori e la qualità è davvero molto elevata.

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Sono solita comprare le scarpe ed i sandali per il Toparco in negozio, per potergliele provare; invece stavolta ho osato e ne sono uscita vittoriosa: l’ho piazzato davanti al computer e ho fatto scegliere lui tra i tantissimi modelli di Pisamonas. Ha optato per un paio di sneakers scamosciate con inserti in tela del suo colore preferito, il blu, numero ventinove.

marco ai giochini

Per essere sempre equa coi figlioli, mi sono fatta incantare da un paio di avarcas minorchine originali in pelle di colore celeste e l’ho ordinate per Giacomo.

pisamonas minorchine

Nonostante l’azienda sia spagnola, ha un magazzino di distribuzione in Italia e la merce ordinata mi è arrivata in meno di 48 ore da quando ho fatto l’ordine. La spedizione è gratuita per qualsiasi importo speso; inoltre è gratuito anche il cambio numero, cosa estremamente comoda con i piedini in crescita dei piccoli viaggiatori.

pisamonas blu con lacci

I piedini di Giacomo sono splendidi con le sue minorchine, mentre Marco è felice delle sue scarpe da grande, coi lacci, che dice essere molto molto comode; è piuttosto facile credergli: sono molto leggere ed i materiali di qualità. Dopo averle indossate per tutto il weekend, se le è volute  mettere anche per andare a scuola: doveva mostrare ai sui amici le scarpe che lui ha ordinato su internet!

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Le porteremo via, ovviamente, anche durante la nostra prossima vacanza in Croazia; e sono certa che saranno ben resistenti alle nostre lunghe passeggiate.

Cosa non da poco sono i prezzi: assolutamente convenienti: vanno dai 15,95 ai 38,95 euro; decisamente bassi rispetto alla qualità e rispetto ai competitors che si trovano nei negozi.

… E a  me piace molto leggere sulle suole “Hecho en Espana”: un marchio ad indicare che la produzione si trova all’interno della Comunità Europea, in Spagna: una bella garanzia di questi tempi!

Svezzamento in viaggio con EasyPappa Plus 4 in 1 di Philips Avent

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Un nuovo viaggio è alle porte. Dopo il primo viaggio a quattro (destinazione Cervia, Cesenatico, Mirabilandia, Delta del Po, Acquario di Cattolica, Parco Oltremare –> leggete qui il nostro segreto per viaggiare con due bambini piccoli) prima dell’inizio dello svezzamento di Giacomo, la squadra è rodata, ma stavolta si aggiunge il “problema” pappe. Non siamo gente da omogenizzati bell’e pronti, io e il consorte. E, soprattutto, non lo sono i nostri figli, abituati sempre alle pappe preparate con ingredienti freschi. La vacanza di mare in Croazia, due settimane tra Krk e Losinj, si sta avvicinando e noi partiremo con un amico in più: EasyPappa Plus 4 in 1 di Philips Avent, l’amico dei genitori che, come noi, hanno poco tempo da dedicare alla preparazione delle pappe, ma molta buona volontà di far mangiare ai propri figli piatti gustosi, sani e naturali.

easypappaplus pappa

EasyPappa Plus 4 in 1 di Philips Avent è un piccolo elettrodomestico, estremamente compatto, facilissimo da utilizzare: si inserisce l’acqua nella vaschetta apposita, si apre il contenitore, si inseriscono gli ingredienti tagliati a cubetti di circa un centimetro per lato e si regola il timer; raggiunto il tempo di cottura (scatta da solo!), basta ruotare di 180° il contenitore con gli ingredienti, che da recipiente per la cottura al vapore si trasforma in un frullatore: 15”  per una struttura granulosa; altri 15” per l’omogenizzato e… il pranzetto è fatto.

Inutile dire che Giacomo va pazzo delle sue pappe. E anche la sua mamma: dopo aver svezzato un figlio con minipimer e pentola a pressione, con tanto di schizzi sparsi per la ccucina e di arrabbiature a non finire, preparare le pappe con l’EasyPappa Plus 4 in 1 di Philips Avent è veramente una passeggiata. E, ne sono certa, finito lo svezzamento lo utilizzeremo anche per la cottura al vapore e per fare i minestroni o il pesto per tutta la famiglia.

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Se questo oggetto miracoloso vi ha incuriosito, vi consiglio di leggere anche le recensioni su Amazon. E se decidete di comprarlo, acquistate insieme anche gli accessori per la conservazione della pappa: perfetti per frigo e freezer, permettono di scongelare le pappe velocemente sull’EasyPappa Plus 4 in 1. Perché, mi ero dimenticata di dirvelo, ma si possono fare anche 4-5 pappe in un colpo solo. Avete capito perché quest’oggettino mi piace così tanto?!

Vacanze in famiglia in Val Pusteria: le attività consigliate

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Quali sono le mete di montagna più idonee a un viaggio con bambini? Il dilemma riguarda tantissime famiglie cui piace andare in vacanza sui monti senza rinunciare ai servizi turistici dedicati ai propri figli, nel senso di attività istruttive e itinerari da percorrere in completa sicurezza.

Il primo passo da compiere è informarsi sulle opportunità offerte dalle strutture ricettive e dagli enti del turismo: proprio così ho potuto organizzare un viaggio in Alto Adige, nella meravigliosa Val Pusteria.

Il punto di riferimento della mia vacanza è stato l’Hotel Koflerhof www.koflerhof.com a Rasun Anterselva, cittadina vicino a Bolzano.

Questo hotel con centro benessere si trova nella Valle Anterselva, un autentico paradiso nel quale regna il silenzio e il verde dei boschi si sposa a meraviglia con l’azzurro del cielo e dei laghi circostanti.

Tuttavia è necessario sapere cosa fare con i bambini in montagna, perché il paesaggio alpino consente di conoscere e apprezzare quei tesori che non possiamo vedere quotidianamente nelle nostre città.

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Credits By Corrado de Luca (user Corrado86) (Own work) [CC BY-SA 2.5 it (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/deed.en)], via Wikimedia Commons

Visita al Castello di Rodengo

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Credits Di M-Car (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

Nel cuore della Val Pusteria c’è un castello medievale che sembra non aver subìto le intemperie dei secoli, il Castello di Rodengo, eretto nel 1140. L’emozione di visitare una fortezza inespugnabile è grande sia per i bambini sia per i più grandi: si accede al castello solo da un ponte levatoio e all’interno si resta sbalorditi dal ciclo di affreschi che raccontano la saga di Ivanhoe, un vero capolavoro.

Il Castello di Rodengo è solitamente aperto al pubblico da marzo a ottobre, consultate questo sito per orari e prezzi: www.musei-altoadige.it.

Alle terme di Merano in famiglia

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Grazie all’hotel sono stato una giornata alle Terme di Merano, uno stabilimento unico nel suo genere a cominciare dall’aspetto, un cubo di vetro e metallo, esempio di design contemporaneo integrato perfettamente con la natura. Merano è da sempre ritenuta un luogo dedicato alla cura e al recupero dell’equilibrio psicofisico e qui è possibile visitare con un solo biglietto sia i giardini sia le Terme, dove sono disponibili ben 25 piscine, una Medical Spa, l’Area Bimbi dove uno staff qualificato si occupa di animazione, giochi e attività adatte ai più piccoli da fare alle Terme.

All’interno del centro termale c’è persino un bistrot e un parrucchiere, perciò suggerisco di prenotare una visita alle Terme di Merano per trascorrere in tranquillità una parte della vacanza in Val Pusteria, sono certo che non resterete delusi.

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Credits http://www.closette.it/wp-content/uploads/2015/02/terme-merano.jpg

Parchi avventura e riserve naturali in Val Pusteria

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L’Alto Adige è ricco di riserve protette e parchi faunistici, proposte ideali per i bambini che in questo modo possono vedere da vicino gli animali nel loro habitat naturale e imparare ad amare e rispettare l’ambiente.

Io suggerisco il Parco faunistico di Assling a chi vuole seguire un sentiero didattico e osservare animali come cinghiali, camosci, cervi, marmotte e anatre. All’interno del parco c’è anche uno zoo, dove è possibile accarezzare e dare da mangiare agli animali. Il divertimento continua grazie al parco giochi, attrezzato con pista per slittini d’estate e tante altre attrazioni adeguate anche ai bimbi più piccoli.

Per quel che concerne le riserve naturali consiglio il Parco Gustav Mahler di Dobbiaco, popolato da caprioli, linci, orsetti lavatori, cervi, cinghiali, gatti selvatici, stambecchi, asini, pecore e galline che potrete vedere solo con molta pazienza, poiché gli animali vivono qui secondo il proprio ritmo naturale.

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Credits: BS, © Peer

Organizzate un soggiorno in Val Pusteria con i vostri figli, gli regalerete un’esperienza che non dimenticheranno e avrete l’occasione di rilassarvi divertendovi.

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Credits: BS, © Peer

Bambini in Hotel: i Servizi Kids and Family di Best Western

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Se siete soliti leggere i miei racconti di viaggio, sia qui che su Trippando, avrete capito che, nonostante abbia due bambini piccoli, la mia tipologia preferita di alloggio è l’hotel. Per questo sono attenta sia alle offerte economiche che anche ai servizi che rendono i soggiorni delle famiglie con bambini piccoli più comodi e confortevoli.

Oggi vi voglio segnalare i servizi “Kids and Family” di Best Western, una catena alberghiera formata da hotel a misura d’uomo, anzi, di bambino.

In molti degli hotel Best Western, infatti, è possibile trovare servizi speciali dedicati alle famiglie come la mia, che viaggiano con i bambini.

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I servizi “Kids and Family” spaziano dalle camere con TV con canali per bambini e con Sony Playstation® o Nintendo Wii® al servizio di lavanderia, che viene offerto per soggiorni di almeno 5 giorni (max 5 kg), a sorprese per i piccoli ospiti ed i loro genitori, quali colazione con golosità, coloratissimi piattini e piccole stoviglie per le manine più giovani, seggioloni a disposizione, “Menù Bimbi” servito su allegre tovagliette fatte per il gioco, servizio di assistenza per preparazione prime pappe.

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Inoltre, negli hotel del gruppo Best Western che offrono servizi dedicati alle famiglie che viaggiano con i bambini, sono a disposizione, su richiesta:

  • Caldi ed accoglienti lettini per i piccoli re o comode culle
    per i principini più dormiglioni.
  • Vaschetta da bagno per sguazzare tranquilli.
  • Fasciatoi morbidi e colorati.
  • Pratici scalda biberon.
  • Kit da bagno con prodotti delicati.
  • Passeggini a disposizione per girare la città.
  • Servizio di baby-sitting convenzionato.

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Oltre a queste iniziative dedicate alle famiglie viaggiatrici, Best Western è attenta all’ambiente, invitando i propri ospiti a compiere alcune semplici azioni che permettono di contenere l’impatto ambientale del loro soggiorno in albergo, pur continuando a garantire un livello qualitativo di servizio che soddisfa le loro esigenze.
Gli ospiti sono invitati a utilizzare i cestini della raccolta differenziata messi a disposizione sui piani o nelle camere e possono decidere di non farsi cambiare asciugamani e lenzuola, per evitare così un consumo inutile di acqua e energia.
Inoltre, Best Western invita consumare in modo consapevole durante la prima colazione, per ridurre lo spreco di cibo, che lasciato nel piatto viene poi buttato. Queesto è molto importante per i genitori che, come noi, approfittano dei viaggi per cercare di educare i propri figli al rispetto dell’ambiente e degli altri.

Vi ho fatto venir voglia di un break di primavera in un hotel Best Western, lo so. Vi giro l’elenco degli hotel per famiglie e bambini della catena, con i servizi dedicati a chi viaggia con i più piccoli. Dateci un’occhiata… e poi raccontatemi quale avete scelto per la vostra prossima vacanza con i vostri bimbi!

Visitare Predazzo coi bambini in Primavera

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Scrive un amico…

Il Trentino è ritenuto una meta tipicamente invernale, in virtù degli impianti sciistici all’avanguardia e dei meravigliosi paesaggi innevati: le Dolomiti possiedono un fascino che non teme paragoni.

Chi pratica lo sci di fondo conosce senz’altro la Val di Fiemme, dove si svolgono i mondiali di questa disciplina, tuttavia quest’area offre numerose attrattive anche in altre stagioni, perciò la consiglio a chi desidera visitare i posti più belli del Trentino.

Per orientarmi durante il mio soggiorno in Val di Fiemme mi sono affidato agli esperti dell’Hotel Bellamonte vicino Predazzo, noto anche come “il Giardino Geologico delle Alpi”. Il Bellamonte è stato un comodo punto di partenza per le escursioni nei dintorni e mi ha consentito di rigenerarmi e recuperare energie grazie alla Spa fornita di sauna, bagno turco e percorso Kneipp, una serie di trattamenti adatti a ritrovare vigore e sentirsi pronti per affrontare le montagne.

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Credits foto: photolupi https://flic.kr/p/q41znh

Perché visitare Predazzo in primavera

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Credits foto: http://www.visitfiemme.it/it/more-info/fiemme/localita/predazzo

Il paese più popolato della Val di Fiemme è Predazzo, una località che mi ha colpito per la posizione, che da lontano sembra cullata dalle montagne, e per l’accogliente centro storico, dove spiccano case molto antiche (in alcuni casi risalenti all’XI e al XII secolo), la chiesa dei santi Filippo e Giacomo, testimonianza dello stile neogotico ottocentesco, e il Museo Geologico delle Dolomiti, collocato proprio nella piazza centrale.

La definizione di “Giardino Geologico” assegnata a Predazzo deriva dalla più alta concentrazione di varietà geologiche al mondo che si trova qui per via dell’origine vulcanica di questo territorio, un fatto sorprendente per noi che oggi vediamo nelle forme e nei colori delle rocce una bellezza scolpita da fenomeni naturali dall’impatto inimmaginabile.

Nelle stagioni più calde si può partecipare a escursioni nel verde, per esempio seguendo il sentiero che arriva alla forra di Sottosassa, dove ho visto le meravigliose cascatelle del Travignolo, oppure in Valmaggiore, alla scoperta del Bosco che Suona.

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Credits foto: http://www.visitfiemme.it/it/more-info/fiemme/localita/predazzo

Il legame fra la musica è il bosco è tangibile in quanto gli abeti rossi che popolano la Val di Fiemme forniscono il legno per gli strumenti acustici (violini, viole, pianoforti, organi ecc.) e ogni anno qui si celebra una cerimonia insieme a musicisti di grande prestigio. Ogni anno i musicisti sono invitati ad adottare il proprio albero e a dedicare un brano da eseguire dal vivo, un’idea davvero originale e rispettosa dell’ambiente. Grazie a un’app (chiamata appunto Il Bosco che Suona) ho potuto ascoltare i brani associati a ogni albero adottato mentre passeggiavo in questo verde paradiso.

L’evento si svolge d’estate e consiglio di consultare il sito per conoscere le prossime date: www.visitfiemme.it/it/green-emotion/esperienze/bosco-che-suona.

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Credits foto: https://www.visittrentino.it/it/il+%E2%80%9Cbosco+che+suona%E2%80%9D_md_2456

La frazione di Bellamonte è stata una scelta azzeccata per la mia vacanza anche per la magnifica vista sulle Pale di San Martino, il gruppo più esteso delle Dolomiti che domina incontrastato lo scenario naturale di questa parte del Trentino. Io suggerisco di raggiungere l’ Altopiano centrale, perché l’aspetto di questo pianoro lascia senza parole e sembra isolato dal resto del mondo, tanto da ispirare in passato anche lo scrittore e alpinista Dino Buzzati, che scrisse Il deserto dei tartari dopo aver raggiunto l’Altopiano delle Pale di San Martino.

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Credits foto: Vittorio Ferrari https://flic.kr/p/cD4oJQ

La Val di Fiemme mi ha avvinto completamente grazie a queste caratteristiche che la rendono inconfondibile rispetto a tutte le altre destinazioni di montagna in Italia.

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Credits foto: http://www.visitfiemme.it/it/green-emotion/esperienze/bosco-che-suona

Acquario di Cattolica: un’esperienza per i più piccoli

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L’Acquario di Cattolica è stata una bella scoperta. Non prevista, peraltro. Devo ammetterlo: per la nostra settimana in giro per la Romagna (trippandoxlaromagna) avevo programmato altre visite ed altre attività (come potete leggere in questo post). Non l’Acquario di Cattolica, essenzialmente per una questione di distanze, avendo deciso di far base a Cervia. E invece, una mattina, ci siamo diretti verso sud, con un po’ di pioggerella fuori dall’abitacolo dell’auto. Saremmo dovuti andare al Parco Oltremare, ma quando siamo arrivati a Riccione, la pioggia era battente. Abbiamo stazionato una decina di minuti nel parcheggio del parco, aspettando che iniziasse a spiovere. E invece nulla. Siamo dovuti passare al piano B: l’Acquario di Cattolica. Al Parco Oltremare saremo andati il giorno successivo, “rubando” un giorno a Rimini, che non ho visto nemmeno stavolta.

marco ingresso acquario di cattolica

acquario di cattolica ingresso

L’Acquario di Cattolica è suddiviso in quattro percorsi tematici: noi abbiamo fatto soltanto quello viola (l’acquario classico) e quello blu (dedicato agli squali, molto anni ’80). Il percorso viola è strutturato in maniera molto carina ed intelligente ed è, secondo me, perfetto per bambini di età da scuole elementari, che sono indipendenti nella lettura: le vasche sono alternate a “lavagne” in cui, sotto forma di domanda e risposta e con semplici illustrazioni, vengono fornite informazioni e curiosità che i bambini sono attratti a leggere. Il Toparco, che ha quattro anni e mezzo, ci chiedeva cosa fosse scritto nelle lavagne ed era attratto e affascinato da quello che gli leggevamo.

acquario di cattolica lavagne

Non amo fare paragoni, ma avendo visitato di recente l’Acquario di Genova e quello di Livorno, mi sento di dire che l’Acquario di Cattolica è qualcosa di intermedio: non immenso, caotico e caldissimo come quello di Genova, né piccoletto come quello di Livorno.

acquario di cattolica oblo

Essendo lì in un giorno poco trafficato, siamo riusciti a vedere anche il “dietro” di una vasca, decisamente affascinante. E abbiamo assisitito al pasto delle foche, che al toparco è piaciuto molto.

Se avete bimbi piccoli, vi verrà offerto uno scambio gratuito passeggino-marsupio (giacomo era già nel suo Boba e noi non ne abbiamo usufruito): accettatelo, perché ci sono tantissime scale!

nemo

Se decidete di fare una visita all’Acquario di Cattolica, fatelo a cavallo dell’ora di pranzo o di cena: accanto alla biglietteria, infatti, si trova il ristorante-self service “Pesce Azzurro“, un locale molto simpatico, a km0, kids friendly, attento all’ambiente. Devo aggiungere altro? Ah, dove si mangia davvero bene! “Pesce Azzurro” di Cattolica fa parte di una catena di ristoranti-self service che servono, cucinati dai cuochi della cooperativa pescatori, il pesce del giorno, pescato dai pescatori dell’Adriatico. Ogni giorno un menù diverso, a fronte di una spesa di 13euro per due antipasti, un primo, due secondi, pane, acqua e vino a volontà; e per i più piccoli c’è il menù bimbi. Una bell’esperienza di pesce anche quella!

pesce azzurro cattolica menu

Vacanze al mare per famiglie

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Per ogni famiglia la vacanza è sempre un momento di grande importanza, specialmente se si hanno dei bambini. È pertanto fondamentale disporre solo del meglio per poter trascorrere giornate in armonia e pieno relax. Tuttavia ogni famiglia sa bene che per trascorrere un periodo di riposo, quando si hanno dei bambini, è fondamentale trovare strutture alberghiere all’altezza e contesti in grado di offrire molte attrazioni per far divertire i bambini. Infatti se questi si divertono anche i genitori trascorreranno delle vacanze rilassanti e degne di essere definite come tali. Informarsi sui luoghi scelti è la scelta vincente, per cui prendere informazioni turistiche permette di individuare il luogo ideale per fare una vacanza con i propri figli. A tal scopo l’hotel Cesenatico 3 stelle Croce del Sud  offre una soluzione perfetta per tutte quelle famiglie che desiderano il meglio per se e i propri figli. La struttura è gestita da oltre 30 anni dalla famiglia Ricci che garantisce ai tutti i propri clienti una vacanza all’insegna dell’ospitalità e del comfort. La struttura, ristrutturata da poco, si presenta accogliente e ben fornita mentre la sua posizione a pochi metri dal lungo mare rende l’hotel ideale per i bambini e i genitori che si possono rilassare, mentre i propri figli giocano.

settimana azzurra 2016

Inoltre la cordialità e l’assistenza della famiglia Ricci saranno in grado di soddisfare ogni richiesta.  Ad un struttura accogliente ed una posizione unica si unisce anche una cucina che rispecchia il meglio della tradizione romagnola, impiegando pertanto ingredienti freschi ed offrendo menu a base di cibi genuini. Inoltre specialità e buffet abbondanti sicuramente non mancheranno e tutta la famiglia potrà deliziare  i propri palati, inclusi naturalmente i bambini.  A Cesenatico, grazie all’hotel Croce del Sud, lo stress e l’ansia saranno solo brutti ricordi che faranno spazio a giornate uniche ed indimenticabili. Inoltre il luogo dispone anche di molte attrazioni e locali che vi permetteranno di trascorrere divertenti serate e di variare in modo da far contenti tutti, da coloro che amano la tranquillità fino ai più giovani che in genere prediligono i locali o le attrazioni serali.

Viaggiare in auto con i bambini

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Sono un po’fissata, si sa, ma quando vedo i bambini in macchina sulla poltrona davanti, senza seggiolino né rialzo mi va in sangue al cervello e non capisco più nulla.

Non mi ritengo un genitore migliore di altri, ma credo profondamente che i nostri figli vadano rispettati: loro non ci hanno chiesto di essere messi al mondo e noi dobbiamo tener conto della loro vita e della loro salute: sono nelle nostre mani.

Per questo vi invito a guardare il video (ci scapperà anche la risata, non temete!) in cui vi dico la mia sul viaggiare in auto coi bambini.

Dove andare in settimana bianca con i bambini

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Oggi inauguro gli articoli video di mammaciporti. Spero possano piacervi. Li vedo un modo più familiare e amichevole di dirvi la mia. Lìargomento di oggi è la settimana bianca con i bambini ed il mio consiglio, che ascolterete, è per chi, come noi, viaggia con i bambini e non per i bambini: ovvero tutti andiamo per sciare e ciascuno di noi deve trovare la situazione adatta alle proprie esigenze.

Per noi Corvara è stata TOP. Qui e qui trovate un paio di articoli scritti a caldo appena tornata. Cosa aggiungere: ci ritorneremo presto!

Link utili:

http://www.colalto.it/it/hotel-corvara/1-0.html

http://www.scuolascicorvara.it/

http://www.dolomitisuperski.com/it

Senon vi ho convinto e volete leggere altri pareri, ormai tre anni fa avevo chiesto sul forum di Trippando. Ed i consigli raccolti erano stati davvero tanti: http://www.trippando.it/dove-andare-in-settimana-bianca-con-un-bimbo-di-un-anno-e-mezzo-considerazioni-ad-alta-voce/

E voi, avete mai portato i vostri bimbi sulla neve? Raccontate, raccontate!

Sul perché è necessario vaccinare i piccoli viaggiatori

Photo credits: UNICEF

Chi mi conosce ormai saprà che quando un argomento mi sta a cuore, posso aspettare un po’ ma poi bisogna che ne scriva. Devo liberare i miei pensieri, esternarli.

Photo credits: UNICEF

Photo credits: UNICEF

Chi mi segue sui social avrà anche notato, nell’ultimo periodo, un mio costante pubblicare articoli a favore dei vaccini infantili e a favore della non ammissione a scuola dei bimbi non vaccinati.

Eccomi qua a far chiarezza, per non sembrare un’invasata, ma, soprattutto, perché l’argomento mi sta davvero tanto a cuore. E non per il Toparco, che ha quattro anni e tutte le sue belle vaccinazioni se le è già fatte in tranquillità. Ma per Giacomo, che è ancora in pancia (ormai spero davvero sia una questione di ore!) e che quando nascerà avrà un fratellone che la mattina sale sullo scuolabus, va alla scuola materna, rientra con lo scuolabus a metà pomeriggio e, se è bel tempo, vuole andare ai giardinetti dietro casa.

Con quanti bambini entra in contatto Marco in una giornata? Con quanti bambini non vaccinati? Ecco. Questo è il vero problema che mi assilla: dover tenere il piccinino, finché non riceverà le vaccinazioni, lontano dagli ambienti che frequenta suo fratello, per paura che un bimbo non vaccinato possa attaccargli una malattia che per lui, piccolissimo, può essere un problema. Perché lui e suo fratello fanno parte di una generazione dotata di genitori egoisti. Gente che ha studiato troppo (o troppo poco, o male, non è la sede per definire ciò) e che ha la fobia che i vaccini possano “avvelenare” i propri figli.

Nonostante ci si guadagni da vivere facendo altro, io e il consorte siamo gente di scienza. Io sono un chimico industriale, lui un ingegnere informatico. Entrambi abbiamo fatto un liceo scientifico improntato sulla sperimentazione e sul metodo scientifico. Per la nostra formazione, crediamo profondamente nella ricerca e, per noi, se la scienza, quella ufficiale, dice che è meglio vaccinare i bambini, pur mantenendo le vaccinazioni infantili facoltative, per noi è ovvio che i nostri figli debbano essere vaccinati. E lo sappiamo che non è una passeggiata, perché le notti post-vaccino sono le uniche in cui abbiamo tenuto Marco a dormire in camera nostra. Per controllarlo. Per vedere se reagiva con la febbre. Per sentire ogni suo singolo movimento. Un vaccino non è una passeggiata, ma una salvaguardia: per mio figlio e per tutti i bambini che gli stanno intorno. Perché la vaccinazione di massa protegge la comunità, dove per comunità non si intendono i figli di coloro che “fanno i furbi” e non vaccinano, ma i piccolissimi, ancora in età pre-vaccino. E i bimbi immunodepressi, che invece non possono proprio essere vaccinati. Con un bimbo piccolo, alla fine, basta aspettare. Sperare, pregare, pazientare e dopo fargli fare i suoi vaccini e amen. Avere un figlio immunodepresso vuol dire avere un figlio malato, un figlio cui un vaccino potrebbe davvero essere letale. Ecco, quei genitori non solo devono avere la sofferenza nel cuore per la malattia del proprio figlio, ma anche il terrore che un bimbo non vaccinato possa attaccare una malattia al loro bimbo, una malattia che, ripeto, per il proprio figlio potrebbe essere letale.

Ma veniamo ai viaggi, perché qui si parla di quelli e perché, com’è mio solito, devo sdrammatizzare la questione, altrimenti mi va il sangue al cervello e non partorisco nemmeno tra un mese. Ho diverse amiche che vivono all’estero e che hanno fatto nascere i propri figli fuori dall’Italia. Alla domanda <<Quando venite in Italia?>>, ho sempre sentito seguire la stessa risposta: <<Appena possiamo veccinare la creatura>>. Sì, perché far viaggiare un bambino piccolissimo, ma anche piccolo, senza vaccinazioni, su un aereo o un treno è letteralmente folle. È giocare col proprio figlio alla roulette russa.

Cari genitori antivaccino, volete che i vostri figli non conoscano il mondo? Volete caricarli su di un aereo per girare un pezzetto di mondo quando ormai sono adolescenti e, magari, con voi non ci vogliono più stare? Marco ha quattro anni e la scorsa domenica, in piazza del duomo, dove non andavamo forse da prima dell’estate, mi ha chiesto <<di questa piazza>>. Non potete immaginare la mia soddisfazione, gioia, emozione: ho subito iniziato a spiegargliela, a raccontargli del perché è chiamata “Piazza dei Miracoli” ed ho scoperto un bambino curioso ed attento, con tanta voglia di imparare e di conoscere. Mi sono ripromessa che appena Giacomo ci farà dormire, riprenderemo i nostri viaggi, brevi o lunghi, perché se un figlio è piccino “e non capisce”, l’altro capisce e si ricorda eccome, adesso.

Ragazzi, viaggiare apre la mente. Se non trovate un’ altra motivazione per vaccinare i vostri figli, se dei figli piccolissimi o immunodepressi degli altri non ve ne frega nulla e pensate solo al bene (che poi bene non è) dei vostri, almeno pensate a dar loro delle aspettative, a farli crescere come cittadini del mondo. A farli viaggiare. E per viaggiare, servono le vaccinazioni!

Silvia Ceriegi

Viaggi e sorprese: la gioia negli occhi dei bimbi

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Ogni viaggio è per i bambini un’esperienza unica, un’occasione di vedere e imparare cose nuove, scoprire altre culture, avere mille storie da raccontare al proprio ritorno. Anche se da grandi i ricordi dei viaggi da bambini possono essere sbiaditi, i loro effetti si ripercuotono positivamente per il resto della loro vita da adulti.

Tuttavia organizzare un viaggio con i bambini è sempre un grande impegno. Questioni burocratiche, logistiche, bagagli extra, per non parlare di come distrarli a bordo dell’aereo… che fatica!

Eppure non è meraviglioso vedere la loro espressione sorpresa quando scoprono di attraversare le nuvole o osservano la terra dall’alto? Per ogni bambino, il viaggio in aereo è un’esperienza eccitante e spaventosa al tempo stesso, la forte accelerazione, il decollo… quante emozioni!

E se si potesse rendere la loro esperienza ancora più indimenticabile?

Ho scoperto sul web, un’iniziativa molto carina lanciata pochi giorni fa dalla compagnia Meridiana. All’atterraggio di un volo Milano – Olbia, i passeggeri più piccoli hanno trovato ad aspettarli, dei regali personalizzati, guardate la loro reazione in questo video:


L’iniziativa rientra in un progetto più grande di Meridiana, dedicato proprio ai più piccoli. Già da tempo la compagnia ha infatti lanciato diverse iniziative come “Ti conviene portarli in viaggio”, dove i bambini accompagnati dai genitori potevano viaggiare gratis pagando solamente le spese aeroportuali, oppure la campagna “Chi l’ha detto che a Milano non c’è il mare”,  o ancora il video “safety demo” realizzato con giovanissimi attori. Inoltre, il magazine della compagnia fornisce anche una serie di contenuti sulle mete di viaggio più adatte ai bambini e anche una guida “bambini tra le nuvole” con molte informazioni utili per organizzare un viaggio con i pargoli disponibile a questo indirizzo https://www.meridiana.it/bambini/.

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Insomma, il web ci può essere davvero d’aiuto quando si tratta di viaggiare con i più piccoli: pianti, strilli, capricci per non mettere la cintura, corse per i corridoi durante il volo… noi genitori abbiamo sempre un bel da fare, ma dopo tutto non sono poi così tremendi… e comunque i sorrisi e le emozioni sui loro volti ripagano di tutto!

Vorrei che diventassero cittadini del mondo

silvia enrico e marco maggio 2015

silvia enrico e marco maggio 2015

15 settembre. Compleanno del Toparco, il quarto. Per me è, da tre anni a questa parte, giornata di riflessioni. Sul suo crescere, sul nostro essere famiglia. Sul nostro viaggiare e divertirci insieme. Quest’anno sarà un compleanno speciale. Non perché ha voluto -e gli ho comprato- gli addobbi di SpiderMan. Ma perché sarà il suo ultimo compleanno da figlio unico. Il 23 ottobre, infatti, è prevista la nascita di Giacomo.

Giacomo sarà uno sportivo. Lo sento da come si muove -tanto, ma più delicatamente del fratello- in pancia. E anche perché la sua prima settimana bianca se l’è già fatta. Io non sapevo di essere incinta, ma la grande stanchezza pomeridiana che avevo a Corvara non derivava dal troppo sciare, bensì da questa piccola vita che si stava annidando dentro di me.

Come il fratellone, anche a lui sono toccate un paio di saune. Che poi, avrò fatto dieci saune in vita mia. E tre su dieci ero incinta. Come ha detto la mi’ mamma: “Meglio. Così sei sicura che abbia attaccato bene”. Non ci son dubbi su quello, oramai.

Due figli maschi. Da quando io e Enrico ci siamo sposati e siamo venuti ad abitare in questa casa, non so perché ma me li son sempre immaginati così. Due maschi. Abbiamo un gradino di una decina di centimetri che separa la zona giorno dalla zona notte e mi son sempre figurata a dare le mie disposizioni da bersagliera ai figlioli -che ho sempre immaginato due, maschi ed alti, chissà perché proprio alti!- sul gradino, per guadagnare un minimo di autorità che invece il mio fisico mi fa perdere.

E ora sono qui. Con una voglia matta di vedere il piccoletto. Prima di tutto per verificare che sia sano, che è l’essenziale. E poi anche per vedere se assomiglia al suo fratello, che ha rubato i colori (occhi chiari e capelli biondi) a chissà quale bimbo al mondo.

Ieri sera osservavo Marco dormire, nella sua cameretta che sarà la loro cameretta. Con la mia abatjour accesa sotto il suo letto, perché così è sereno e non ci viene a svegliare a metà nottata. Tanto ci pensa il fratellino a svegliarmi e tenermi arzilla per un po’. Ormai è così dall’inizio dell’ottavo mese e mi sa che sarà così finché nasce. Mentre lo guardavo -e guardavo il mio pancione- ho parlato loro col pensiero (sono abituata: fino a che non ho iniziato ad andarci con lo smartphone, al gabinetto parlavo con Dio!).

Le poche volte che mi sono trovata in macchina da sola, con Giacomo in pancia, mi è piaciuto parlargli. Con Marco lo facevo sempre, anche quando camminavo con lui nel mio pancione; invece tra me e Gacomo, con me e Giacomo, c’è sempre Marco. Credo sia una grande fortuna nascere ed avere già un fratello. Io sono figlia unica, ma in realtà mia madre ha partorito tre maschi troppo prematuri, prima di fare me. Sono sempre stati i miei amici immaginari. Pensavo tanto a loro da bambina, per fuggire alle regole soffocanti di mia madre. Quello che dico sempre a Marco è che sto lavorando al regalo più bello che io ed il suo babbo potessimo fargli: un fratello.

Ma dicevo delle mie chiacchiere con Giacomo. Inizio sempre dicendogli che sono felice che stia arrivando nella nostra famiglia. E che lui deve essere felice per trovarsi proprio con noi, perché io, Enrico e Marco siamo una famiglia divertente. O, almeno, così ci sentiamo (almeno io ed Enrico, Marco forse trova più divertenti i suoi compagni di gioco!). Devo dire che io mi diverto principalmente quando sono in giro. E dall’estate scorsa a quando ho fatto il test di gravidanza ci abbiamo dato davvero dentro coi giro e coi viaggi, compatibilmente con le nostre limitate possibilità di ferie: i Balcani in estate, poi il raduno dei Trippandos a Sarteano, Rovereto e Trento a novembre, la settimana bianca a Corvara a febbraio. Sì, davvero dei bei viaggi, dei momenti di allegria che ho condiviso con due compagni di avventura che tanto amo, anche se sono tanto diversi da me. E pure diversi tra loro.

Da quando so di essere incinta, mi sono dovuta fermare. Ci siamo fermati tutti. Mi è dispiaciuto per Marco, che diverse volte, in questi mesi, mi ha chiesto dove andavamo in vacanza, o quando montavamo sull’aereo o su un traghetto. O, semplicemente, quando prendevamo l’autostrada. Lui associa il viaggio non alla meta, ma allo spostamento. Mi è dispiaciuto dovergli dire che fino a che non sarà nato il fratellino dovremo restare a casa. È stato così anche quando aspettavo lui. Ci rifaremo.

Intanto, ho iniziato a pensare ai prossimi viaggi. Diciamo che ne ho pronti, da mettere al vaglio del consorte, almeno per i prossimi quattro anni.

E poi ho preso un vizio: ogni volta che si parla di un posto nuovo con Marco, mi viene sempre da dirgli “poi mamma vi ci porta”. Sì. Vorrei girare tanto con questi due bambini (ed il consorte, of course!). Vorrei far conoscere loro tanti pezzi di mondo che nemmeno io ho ancora visto. Vorrei metterli in contatto con realtà diverse dalla nostra. Realtà più difficili, affinché capiscano attraverso i loro occhi che nel mondo c’è chi sta peggio di noi e deve essere aiutato. Ma anche realtà di gioco, di divertimento. Vorrei portarli lungo la Route 66, per visitare Radiator Springs, dove si svolge gran parte del cartone animato Cars. Vorrei portarli non solo a vedere posti, ma ad incontrare gente. Io ed Enrico, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo orientato i nostri viaggi più verso l’incontro che verso l’osservazione. È stata un0′evoluzione naturale del nostro andare, forse aiutata dal viaggiare con un bimbo biondo che è sempre stato vivace e simpatico a molti.

Vorrei far far loro vacanze in tenda, che Marco mi chiede già da un po’. Vorrei percorrere in bici il corso del Danubio, almeno nel percorso da Vienna a Belgrado. Vorrei portarli in camper a Capo Nord. E poi a vedere la Muraglia Cinese. Vorrei farli incontrare coi bambini di tutto il mondo, per far veder loro come è il mondo e com’è la gente.

Vorrei che diventassero cittadini del mondo. Bambini senza frontiere e senza pregiudizi. Bambini sereni e curiosi.

Vorrei che percepissero il nostro amore: quello mio declamato cento volte al giorno e quello del restìo consorte, che di parole ne dice sempre poche.

Vorrei che fossero sani e, subito dopo, che fossero due persone serie ed oneste.

Mi fermo qui. Tanto so già che quando vedrò Giacomo per la prima volta cinsarà di nuovo un fluire di parole.

Buon compleanno Toparchino mio. E te, Giacomo, stai ancora lì un altro po’. Io prometto di stare a riposo, ma te cala il ritmo delle contrazioni!

Sui diversi modi di intendere una vacanza con i bambini

marco sugli sci

Non c’è una maniera univoca di intendere una vacanza con i bambini. Ho questo articolo in mente da qualche settimana. Precisamente da quando ho letto l’articolo di Lara di NasceCresceRompe sulla sua vacanza in un villaggio family friendly in Sardegna (lo trovate a questo link) e la polemica che ne è seguitanei giorni successivi su un gruppo facebook di viaggi con i bambini. Lara, che conosco personalmente e che non è di certo “un mostro”, come qualcuno ha cercato di dipingere, è una mamma giovane e nel suo articolo ha tessuto le lodi di un villaggio in cui ha potuto stare serena con il suo compagno, lasciando la bimba di tre anni con gli animatori da mattina a sera. Le è stato detto di tutto, riassumibile nel fatto che è andata in vacanza per “scaricare” sua figlia. Mi dispiace, ma non sono d’accordo.

Anche pure fosse così, cosa ci sarebbe di male?

Ciascuno di noi ha la propria vita, le proprie abitudini. C’è chi lavora da casa e chi in un ufficio fuori. Chi può lasciare il proprio bimbo ai nonni e chi invece è costretto (quando ce la fa) a pagare tate o nido. E quando non ce la fa? Sta col bimbo. Sempre. Ci sono mamme che vedono i propri figli, anche piccoli, due ore al giorno e mamme che invece ci stanno insieme 24/7.

vacanza con i bambini

Questa polemica online (in cui non sono intervenuta per pacifismo) mi ha fatto ripensare alle mie vacanze da quando c’è il Toparco. E subito devo tornare sul concetto di “vacanza”. Ma quale vacanza è per un bambino di nove mesi andare cinque giorni a Copenaghen? E per uno di ventidue andare una settimana a Stoccolma? Ok, Stoccolma è perfetta per i bambini. Peccato che a distanza di due anni lui non si ricordi assolutamente nulla di quello che ha visto, compresi i posti dove siamo stati “per lui”. E una settimana tra Lubiana, Belgrado e Sarajevo? Immagino il relax, dato che, porotopo, ha dormito una giornata intera mentre ci spostavamo dalla capitale bosniaca all’Isola di Rab.

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Invece l’ho visto star bene (ma proprio benebene) in montagna, a Corvara, dove lui la mattina sciava col gruppo dei piccolissimi, io prendevo lezioni collettive e il consorte, dopo aver assisitito la creatura, si buttava giù come un pazzo dalle nere più nere. Ne aggiungo un’altra: stavamo bene pure noi. E parecchio.

E a questo punto dico la mia (stessi mai zitta!): quando nascono i figli, molti (compresi io ed il DottIng) continuano a viaggiare come prima (ok, non proprio come prima, i viaggetti da una o due notti fuori li abbiamo aboliti, altrimenti ne saremo usciti pazzi). Credo sia una cosa giusta: un figlio non ti deve limitare, altrimenti lo vedi come una palla al piede e non va bene. Certo, devi seguire i suoi ritmi, fermarti a cambiarlo o a preparargli la pappa, ma puoi approfittare dei suoi sonnellini per visitare musei che per lui sarebbero noiosi. Diciamo che riesci a visitare e vedere dal 70 al 50 % di cose in meno rispetto a prima.

Per i bambini, l’ideale è una vacanza simile a quella che descrive Lara, o anche Elisa di miprendoemiportovia (potete leggerla a questo link), che ha vissuto un’esperienza analoga a Lara più o meno nello stesso periodo. Conoscendo Elisa e suo marito da prima che avessero il bimbo e avendo seguito i loro viaggi da quando è nato il bambino, posso dirvi che non è la classica famiglia da villaggio vacanze. Ma stavolta anche loro hanno approfittato di un servizio di baby sitting e ne sono rimasti contenti. Loro e loro figlio.

Credo che una coppia, quando nasce un figlio, debba fare solo quello che si sente: se ha voglia di andare dall’altro capo del mondo deve andarci. Bimbo o non bimbo. Se invece, come Lara ed Elisa in villaggio o come noi in settimana bianca, ha voglia di fare attività diverse da quelle dei propri figli, deve farle. Marco è cresciuto tanto durante la sua prima settimana sulla neve: dal primo giorno che non voleva mettersi gli sci ai piedi, all’ultimo che non voleva venir via dalla pista.

marco sugli sci

Un limite mio e del consorte? In quasi quattro anni di Toparco non siamo mai andati un weekend fuori da soli. Che vi devo dire? A noi non va. Per questo siamo due che non si amano? Direi proprio di no. Riusciamo a ritagliarci il nostro tempo come coppia anche con Marco. E noi siamo felici così. E chissà cosa sucederà da ottobre quando arriva il nuovo inquilino!

E voi, come avete viaggiato finora coi vostri bimbi?

Viaggi studio per ragazzi dislessici a Malta

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cropped-malta-2014-016Continua la nostra carrellata di viaggi e vacanze studio. Questa settimana focalizziamo l’attenzione sui ragazzi dislessici. La dislessia è una malattia che limita l’apprendimento per via orale e scritta.

A Malta si trova la scuola di lingua Ace English School Malta, specializzata in metodi d’insegnamento all’avanguardia per  persone dislessiche.

Per questo, ViaggiandoGO ha pensato a dei viaggi studio riservati a ragazzi dislessici, avvalendosi della professionalità e dell’esperienza di Ace English School Malta, che organizza corsi specifici con lezioni esclusivamente in lingua inglese che vengono presentate con l’ausilio di strumenti interattivi, come le lavagne “LIM”. Il programma di studio per le classi di ragazzi dislessici prevede di:

  • promuovere la loro capacità naturale di apprendimento
  • accrescere la fiducia in se stessi
  • sviluppare  uno  stile  di  pensiero  non  verbale,  utilizzando  l’immaginazione, l’intuizione ed i sensi con tecniche multisensoriali
  • sviluppare pratiche di lettura, ortografia e scrittura
  • utilizzare la musica.

I ragazzi dislessici potranno unirsi a gruppi e gruppetti formati settimanalmente dallo staff di ViaggiandoGO ed in partenza dall’Italia con accompagnatore, oppure, i più piccoli, potranno viaggiare con la famiglia. Nel primo caso sono revisti alloggi in famiglie selezionate oppure in residence, mentre nel secondo caso la famiglia potrà o viaggiare autonomamente – e in questo caso ViaggiandoGO si occuperà soltanto della parte scolastica del ragazzo, oppure ViaggiandoGO potrà occuparsi del viaggioe  soggiorn oper tutta la famiglia.

Per adulti o ragazzi grandi dislessici, vi è anche la possibilità di effettuare corsi durante la stagione invernale.

Come sempre, ViaggaindoGO offre assistenza al ragazzo in loco e alla famiglia a casa 24 ore su 24 7 giorni su 7.

Per ogni approfondimento leggete questa pagina del sito di ViaggiandoGO.